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STATI GENERALI DEL FIUME OLONA 2 - Rho - CentRho - 28 ottobre 2011
Il Presidente del Consorzio del Fiume Olona sottolinea l’importanza della collaborazione con la Lega delle Autonomie Locali della Lombardia ed evidenzia come questa collaborazione permetta anche al Consorzio di assumere il ruolo di service per i Comuni. Precisa che in un momento di grande difficoltà amministrativa Consorzio e Lega co-finanziano progetti, dialogano con Regione e Province, chiedono contributi di idee al mondo accademico, si rivolgono al mondo privato dell’industria per stringere patti tra pubblico e privato allo scopo di far tornare a vivere il fiume e i territori, ed evitare il rischio di un degrado irreversibile.

Se dai territori dell’Olona, fra le terre più compromesse dall’industrializzazione pesante e dall’inquinamento d’Italia, si può guardare a un nuovo sviluppo giusto, possibile e praticabile, vuol dire che ci sono speranza e opportunità per tutti gli altri territori della Lombardia.
Questo, in sintesi, il messaggio più forte del convegno che ha avuto luogo venerdì al CentRho, dove  si è incontrata una comunità, quella che vive sulle sponde dell'Olona e quella che dell'Olona si occupa: la comunità delle istituzioni (regione, province di Milano e Varese, comuni), delle Università (Cattolica, Statale, Bicocca, Bocconi), delle associazioni e dei cittadini, dei sindacati e delle associazioni d'impresa (Assolombarda e Assotravel di Confindustria). Una giornata di relazioni, la sintesi di tante idee maturate in diversi tavoli di lavoro dove si discute del fiume e delle civiltà che intorno alle sue sponde si sono sviluppate, della memoria  e delle radici, e del futuro possibile.
Tanti i temi sul tavolo: le testimonianze di chi vive e lavora lungo le sponde dell'Olona, la storia e la funzione di questo fiume, lo stato delle sue acque e i progetti di riqualificazione delle sponde e del territorio, i progetti intorno all'Olona. Importanti le prospettive per il futuro: la green economy, l’impresa, l'agricoltura, il turismo, la cultura.
Un convegno voluto dalla Lega delle Autonomie locali della Lombardia e dal Consorzio del fiume Olona,  che ne hanno coordinato gli interventi. In questo periodo di crisi terribile che cambia l'economia e la società, e l'essenza stessa dei Comuni, le due organizzazioni ritengono che non bisogna arrendersi alla mancanza di fondi, ma occorrono idee per andare avanti: così hanno unito le loro forze per presentare progetti e ottenere finanziamenti, organizzare ricerche, progetti e gruppi di lavoro con la partecipazione – gratuita - di docenti universitari e di soggetti pubblici e privati, alla ricerca di idee per il futuro da riportare a Istituzioni e cittadini, al pubblico e al privato, in una visione dove il bene pubblico può e deve essere perseguito con l'apporto di tutti.
Presenti molti studenti della Bicocca, con il loro professore Nicolò Leotta: in Università studiano nuove forme di turismo e lo sviluppo di reti che possono dare nuova forza ai territori, a Rho hanno partecipato dal vivo all'inizio di tali reti. A loro è andata l'attenzione di tutti, perché i giovani sono la risorsa e lo sguardo verso il futuro, e per loro è essenziale che il prossimo Expo e le scelte territoriali e politiche siano importanti, giuste ed eque – come ha sottolineato Fulvio Miscione, presidente del Consorzio Olona.

Ha introdotto i lavori Fulvio Miscione, presidente del Consorzio del fiume Olona, sottolineando l’importanza della collaborazione con la Lega delle Autonomie Locali della Lombardia, con la quale il Consorzio decide di assumere il ruolo di service per i Comuni. In un momento di grande difficoltà amministrativa, con il rischio che i Comuni vengano schiacciati esclusivamente nei loro problemi del presente, Consorzio e Lega co-finanziano progetti, dialogano con Regione e Province, chiedono contributi di idee al mondo accademico, si rivolgono al mondo privato dell’industria per stringere patti tra pubblico e privato allo scopo di far tornare a vivere il fiume e i territori, ed evitare il rischio di un degrado irreversibile.

Ha portato il suo saluto Pietro Romano, Sindaco di Rho, ricordando l'impegno del Comune perché l'Expo 2015 possa realizzarsi come grande occasione per la riqualificazione territoriale e la ricerca sui temi che lo caratterizzano, evitando che diventi mera cementificazione.
Sara Zanisi e Diego Ronzio hanno presentato i primi risultati del progetto “Sulle sponde del fiume invisibile. Memorie e tradizioni intorno a mulini, agricoltura e industria della Valle Olona” di Legautonomie e Consorzio Olona cofinanziato dalla Regione e da privati. Il progetto ricerca le memorie delle attività lungo le sponde del fiume: interviste a testimoni, videoregistrazioni, foto e ricerche bibliografiche sono gli strumenti che restituiscono storie di vita e di lavoro, un affresco collettivo di un fiume amato, conosciuto e frequentato dalle persone che lungo le sue sponde hanno vissuto e lavorato.  Il loro lavoro, già presente nel web con un profilo dell’Olona, confluirà in un portale web collegato a quello del Consorzio, e in un archivio informatico della Regione, a disposizione della comunità scientifica e di tutti coloro che avranno la curiosità di consultarlo.

Robertino Ghiringhelli, lo storico della Cattolica grande appassionato dell'Olona, ha condiviso con i presenti i motivi che lo hanno portato a volerne sapere di più su questo fiume. “Perché nel 1800 gli inglesi venivano a studiare i mulini dell'Olona? Come mai lungo il suo percorso incontriamo castelli e  case fortificate? Perché il Cardinale Branda Castiglioni ha voluto costruire quel gioiello di paese che ammiriamo ancora oggi? E come mai è stato Carlo Borromeo a volere la prima cartografia ufficiale dei territori del fiume? E perché Carlo V ha concesso al Consorzio la famosa Bolla che lo definisce Consorzio privato?” queste alcune domande da cui sono partite le sue ricerche, che lo hanno portato a considerare l'Olona un vero fiume di civiltà per la Lombardia, perché ha favorito e si è adattato alle varie civiltà che lungo le sue sponde si sono susseguite. L'Olona è un vero museo a cielo aperto, per chi lo sa amare e rispettare: mostra i segni della sua funzione nelle varie epoche, così possiamo ritrovare: il fiume autostrada, necessario per raggiungere i luoghi verso e oltre le Alpi; il fiume militare, luogo di passaggio e di occupazione dei vari eserciti stranieri; il fiume artistico, segnato dal mecenatismo del cardinale Branda Castiglioni; il fiume economico, dello sviluppo industriale; il fiume didattico, che ci insegna e ci fa riflettere. L'Olona è lo specchio del suo territorio: quando il territorio entra in crisi, la crisi colpisce anche il fiume. L'Olona partecipa della nostra storia, ci auguriamo di aprire una nuova era, in cui il fiume può tornare a vivere e alimentarci, accogliendo una nuova agricoltura e un'industria amica della terra e del fiume.

Valeria Marchesi ha presentato il monitoraggio sulle acque svolto da Arpa, molto capillare e minuzioso; ha parlato dell'inquinamento molto problematico già a 10 km dalle sorgenti,  delle cause e delle possibili soluzioni che darebbero risultati certi di grande miglioramento: l’eliminazione delle fognature non depurate e il miglioramento dell'efficienza degli impianti di depurazione, attività a carico dei Comuni e delle Province, porterebbero la qualità delle acque al livello “buono” lungo tutto il corso.

Mario Clerici, ha ricordato che il Contratto di Fiume dell'Olona, il primo sottoscritto in Italia da Regione, Province e Comuni, prevede interventi di riqualificazione che possono mirare anche a un nuovo e diverso sviluppo del territorio. Ha mostrato poi tutte le azioni realizzate e in corso: dal collettamento delle fognature e costruzione e miglioramento dei depuratori, alla messa in sicurezza e  riqualificazione dell'alveo e delle sponde, agli interventi sulle sorgenti e sugli affluenti, alla realizzazione di impianti di fitodepurazione e  interventi per la salvaguardia della biodiversità. Scenari complessi, che però danno il senso del lavoro che si svolge e della speranza che davvero si possa costruire nuovo valore per il fiume e il suo territorio. Proprio come è successo nella Ruhr, visitata di continuo per capire come e cosa hanno realizzato là per il risanamento di quell'enorme territorio, con l'ambizione di poter dare uno sviluppo diverso a questa valle, fondato sulle attività economiche, turistiche, culturali, ricreative.

Gianluigi Forloni, Assessore all'ambiente del Comune di Rho, ha manifestato la consolazione per chi si occupa di questi territori, in seguito a quanto ascoltato dalle relazioni precedenti. Oggi l'idea di cercare un'eccellenza del territorio che possa comprendere anche vocazioni turistiche,  non appare più irrealizzabile. Ha poi parlato di un progetto per il risanamento del Lura, affluente dell'Olona, elaborato dal Comune con la collaborazione del Politecnico e della Bicocca, e cofinanziato dalla Fondazione Cariplo.  La partecipazione di Rho al Patto dei sindaci per la riduzione delle emissioni nocive e l'incremento delle energie pulite, è un altro importante  progetto verso la qualificazione del territorio, alla quale partecipa il riesame del Piano di governo del territorio, che vuol controllare la cementificazione e potenziare la conservazione delle aree agricole. Il potenziamento della ciclabilità con la connessione delle piste esistenti e delle sponde dell'Olona, non solo per lo svago, ma anche per il lavoro, è un altro aspetto della riqualificazione del territorio, alla  quale si aggiunge il rilancio del Parco locale del Basso Olona che connette parchi già esistenti. “Occorre una santa alleanza tra tutti i soggetti in campo per realizzare progetti e avere un approccio compatto per far emergere i contenuti fondanti di Expo” ha auspicato l'assessore “magari per decidere da subito che i 38 milioni risparmiati nell'appalto dei primi lavori Expo vengano utilizzati per l'ambiente e per i temi Expo”.

“La sfida che tutti abbiamo di fronte a noi è la capacità di coniugare sviluppo sostenibile, crescita e qualificazione del territorio” ha esordito Alessandro Spada, vicepresidente di Assolombarda. Oggi, che la competizione è non solo tra aziende, ma anche fra territori, occorre pensare in grande, avere progetti complessivi, nella consapevolezza che il grande passa attraverso il piccolo, attraverso i Comuni. Per lo sviluppo è importante l'integrazione tra infrastrutture e esigenze culturali, industriali e civili, perché un territorio armonico è attrattivo per gli investimenti, per gli studenti, per chi vi vive e lavora.  Questo territorio, che è stato teatro di grande sviluppo industriale tessile, metalmeccanico, chimico, dell'auto, oggi ospita industrie leader a livello mondiale per molti prodotti, e comincia a organizzare una filiera significativa della produzione di energie da fonti rinnovabili. La produzione industriale, dunque, più rispettosa dell'ambiente rispetto al passato, sarà ancora una delle risorse importanti della valle. Assolombarda si augura che Expo possa far realizzare le infrastrutture necessarie, e nello stesso tempo occorre pensare al dopo Expo, perché possa andare a vantaggio dell'occupazione giovanile.

L'attenzione sul tunnel ferroviario del nuovo Gottardo che aprirà nel 2016, e sui modi in cui l'Italia e la Lombardia non si stanno preparando a questa importante opera, è stata richiamata da Damiano Di Simine, presidente Legambiente Lombardia. Il traforo del Sempione è stato l’oggetto dell'Expo 1906, quando si è celebrato il progresso tecnologico e sono state poste le premesse per l'industrializzazione della valle Olona, della Lombardia e dell'Italia. Oggi, che si apre un nuovo e più importante traforo, a circa 50 km da qui, un canale ferroviario per le merci,  la politica non se ne accorge e non si attrezza, non vede i nuovi spazi che si aprono. La green economy riguarda ambiente e lavoro, riguarda l'economia, incorpora una certa visione di futuro: ci impegna a guardare  in modo il territorio, i bisogni e le risposte da dare. In specifico, per il risanamento delle acque dell'Olona, del Seveso e del Lambro, sono inderogabili investimenti nuovi nell'infrastrutturazione fognaria e di depurazione, adeguata alle esigenze attuali: per risanare i fiumi, riqualificare i territori, migliorare la falda, evitare tracimazioni. Legambiente si rende conto che scelte di questo tipo richiedono consenso da parte dei cittadini, e qui entrano in gioco le associazioni, anche legambiente, affinché i cittadini accettino investimenti nel sottosuolo. Occorrono grandi alleanze con il sistema economico e le amministrazioni pubbliche, occorre una visione del futuro capace di ridestare anche l'orgoglio identitario dei territori che l'Olona risanato può offrire.

L'assessore all'agricoltura della Provincia di Milano, Luca Agnelli, ha sottolineato i vantaggi del Distretto rurale che si sta costituendo tra le aziende agricole lungo l'Olona, in un territorio dove gli operatori istituzionali ed economici sono capaci di fare sistema. I distretti rurali sono strumenti di valorizzazione dell'agricoltura, del territorio e delle filiere, attivano e rinforzano la collaborazione tra mondo agricolo e altri settori, danno possibilità di diversificare le attività agricole per nuove fonti di reddito, sono interlocutori delle amministrazioni locali per la pianificazione urbanistica. L'Olona, in particolare, è una via verso Expo, presenta aziende, agroalimentare, paesaggio che meritano di essere conosciuti. È opportuno che gli attori del Distretto  pensino in grande, che si pongano obiettivi alti, perché il territorio lo consente.

Marco Pezzetta ha sottolineato le caratteristiche che la norma attribuisce ai Distretti rurali come quello che si vuol fare lungo l’Olona, ricordando che questi sono sistemi produttivi locali caratterizzati da un’identità storica e territoriale omogenea derivante dall’integrazione
fra attività agricole e altre attività locali, nonché dalla produzione di beni o servizi di particolare
specificità, coerenti con le tradizioni e le vocazioni naturali e territoriali. Il Distretto mira a rendere più netta e visibile l’identità territoriale e richiede nuove modalità di rapporto reciproco e un più forte senso di comunità. Può dare forza ai produttori agricoli, contribuire al risanamento e  alla tutela dell’ambiente, creare un nuovo rapporto con il territorio. Può contribuire alla multifunzionalità delle aziende agricole, che permette di unire le tradizionali attività svolte da queste con le nuove richieste della collettività, aggiungendo ampio range di servizi ambientali (cura di aree marginali), educativi (fattorie didattiche), ricettivi (agriturismi). Tutto ciò senza assolutamente implicare l’abbandono dell’agricoltura “produttiva” ma, al contrario, ricercando un’integrazione efficiente tra gli obiettivi strettamente produttivi e quelli sociali ed ambientali.

L'invito a pensare il turismo per questi territorio è giunto da Sebastiano Mazzucchelli, presidente di Assotravel, grande esperienza e competenza nel mondo del turismo. “Si registra oggi una sensibilità sempre più attenta verso il territorio: per proteggerlo, recuperarlo, riscoprirlo. E quest'area è estremamente ricca da tutti i punti di vista, per sperimentare forme di turismo più adeguate in un periodo di crisi come quello attuale: riscoperta di ciò che è vicino, dei paesaggi, dei monumenti e delle architetture, della storia e dei prodotti, dell'agroalimentare e enogastronomico, delle culture e delle tradizioni, dello shopping, dello sport e del benessere. Un turismo in grado di valorizzare i territori e tutte le loro risorse, di migliorarli per la vita di chi vi abita e di chi vuol visitarli”. Un turismo amico dei territori, partecipato dalle comunità, ecocompatibile, motore di nuovo sviluppo locale, di occupazione per i giovani, di riscoperta delle identità territoriali, di valorizzazione complessiva di tutto ciò che nei territori c’è di buono. E di nuovo è tornata la Ruhr come esempio di riqualificazione e di rilancio di un territorio molto più compromesso del nostro. Progettare turismo ad alta professionalità è la sfida, tenuto conto che progetti molto buoni, pubblici e privati,  sono finanziati dalla UE. Allora chiediamo il know how alla Ruhr, con modestia e amicizia, perché nel turismo ci sono prospettive certe per il futuro.

È toccata a Giancarlo Cattaneo, direttore Polo Culturale “Insieme Groane”, la comunicazione sul Progetto culturale che i 16 Comuni del rhodense riuniti intorno al Patto Expo, hanno presentato alla Fondazione Cariplo per chiederne il finanziamento. “A parlare di turismo in questi luoghi qualche anno fa, saremmo stati presi tutti per pazzi”, ha esordito. “Eppure, proprio in questi territori da anni hanno un ruolo la cultura, i sistemi culturali, le reti, le biblioteche, i consorzi, le manifestazioni culturali come occasione di sviluppo”. È stato creato il Polo culturale Insieme Groane per fare cultura e organizzare eventi, poi si è scoperto il territorio e i beni culturali, le ville di delizia, il turismo di prossimità. La settimana delle Groane si svolge in occasione del Salone del Mobile, e occupa oltre 300 giovani. Il Progetto dei 16 Comuni si propone di mappare i beni presenti nei territori, valorizzare i beni culturali, organizzare una Borsa del volontariato culturale, offrire ospitalità leggere nelle famiglie, opportunità di scambi tra giovani. Si vogliono formare 6 giovani con un contratti veri per 30 mesi, si spera nel finanziamento Cariplo e in seguito in una strutturazione duratura del lavoro da parte dei Comuni.

Venerdì, nonostante la quantità e la diversità delle informazioni, sono state presentate le  coordinate per un futuro possibile, unitario e identitario, dei territori dell'Olona, dai Comuni dell'alto Olona, a quelli della media e bassa valle: un futuro che passa attraverso la riqualificazione del fiume e dei territori, la forza della storia, delle tradizioni e delle radici, e l'orgoglio di voler intraprendere un percorso di recupero e attenzione alla vita, alla natura, al fiume, alla sua forza e alle sue esigenze, ai suoi doni. Un futuro dove possono avere un ruolo fondamentale le industrie rispettose dell'ambiente, la green economy, l'agricoltura, il turismo, la cultura. Un futuro che attinge la sua possibilità alla forza delle idee, della cultura, dell'accoglienza, della collaborazione e della cooperazione, orizzontale e verticale, pubblica e privata.
È stato delineato un grande lavoro, da proseguire nelle prossime settimane e portare avanti nei prossimi anni: questo è l’impegno che sentono come proprio Fulvio Miscione, del Consorzio Olona, e Angela Fioroni, della Lega delle Autonomie Locali della Lombardia.

Contributo di Angela Fioroni ("Strategie Amministrative" (pagg.38 - 39) - Novembre 2011)

 



 



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